@@@@ Lettera 1 Commenti alla assemblea degli studenti di Fisica sulla riforma universitaria (29 marzo 2001, aula Amaldi). G. Gallavotti 1) ho trovato gli interventi ``programmati'' troppo lunghi e invadenti (oltre che noiosi). Il problema che sollevavano (a quanto ho potuto afferrare) era se l'incoraggiamento dato ai docenti a trovare appoggi finanziari per la loro ricerca all'esterno dell'Universita' ledesse la liberta' di ricerca e insegnamento asservendo l'universita' a enti poco interessati alla cultura e invece attenti a interessi estranei. Non che non ci sia il problema: ma come giustamente ha osservato G. Martinelli la questione va esaminata caso per caso. Ha pero' omesso di dire che la questione si e' sempre posta e vari casi ci sono gia' stati. L'ultimo a mia conoscenza, in questo dipartimento, nel febbraio scorso quando e' stato usato fra gli altri anche l'argomento che era opportuno effettuare una nomina perche' il docente in questione aveva un grosso finanziamento esterno, sebbene ci fosse opposizione in dipartimento perche' alcuni ritenevano che la scelta fosse non compatibile con la politica scientifica che volevano eseguire. Nell'occasione proprio il prof. G. Martinelli, presidente della Commissione per la riforma di Fisica, si astenne nel voto favorendo di fatto una decisione che previlegia una linea di ricerca e ne danneggia altre. Questo ovviamente continuera' ad accadere. A mio avviso pero' non c'e' nulla di male a priori a ricercare finanziamenti all'esterno (e quindi la posizione di Martinelli e altri con lui daccordo e' del tutto legittima e imitabile in futuro): se questi poi condizioneranno la ricerca e le liberta' fondamentali dipendera' dal livello scientifico del dipartimento. Se questo scade, come mi pare implicita conseguenza della riforma e del blocco sostanziale delle assunzioni di nuove forze, sara' facile introdurre in dipartimento non solo progetti che di fatto pongono in difficolta' ricerche gia' in corso ma anche progetti non validi anche se finanziati. Infatti un finanziamento non e' una automatica qualificazione di un progetto: sarebbe facile portare esempi di finanziamenti anche lauti a progetti non solidi scientificamente. Anzi in Italia il fenomeno e' purtroppo comune. Solo in un dipartimento di alto livello sara' possibile vagliare la sostanza di un progetto prima di concedergli spazi a detrimento di altri. 2) Un problema serio e' che la riforma sembra identificare il lavoro all'Universita' con il numero di ore svolte nella didattica e contate in modo arbitrario in termini di presenza fisica verificabile da persone o macchine non esperte ossia non in grado di valutare l'impegno effettivo che e' necessario per svolgere dati corsi. Ed e' chiaro che con i nuovi programmi l'impegno sara' minore (e di gran lunga) anche se il numero di ore sara' maggiore. Questo dara' sempre piu' spazio a chi identifica l'Universita' con la didattica meccanica che ne e' invece la negazione assoluta. E' preoccupante che si voglia legare il salario all' ``impegno didattico'' (e non si menzioni l'impegno scientifico). Come mostrano recenti delibere dell' amministrazione che ha messo da parte fondi (o propone di farlo) allo scopo. Inoltre non mi pare che ci siano garanzie contro lo stabilirsi di un clima da ``guardie rosse'', come gia' si e' abuto modo di constatare in vari casi, senza interventi correttivi da parte dei presidenti del ccl (ad es. di Fisica). Purtroppo il numero di docenti che ritiene di ``lavorare poco'' non e' piccolo e si deve prevedere che questi acquisteranno un potere decisionale enorme nel prossimo futuro: e' facile immaginare che le loro scelte saranno proprio nella direzione di dare importanza a chi riceve fondi, di qualsiasi natura siano. E questa e' a mio parere la vera minaccia alla liberta' di ricerca e insegnamento. Abbiamo gia' subito accuse pubbliche da ministri e rettori di lavorare poco: essi avrebbero avuto in mano tutto il potere necessario per emerginare chi non lavora in alternativa a declassare l'universita' e viene il dubbio che possano essi stessi non essere consapevoli di quello che e' il lavoro di ricerca e si siano affidati a consulenti poco adatti. 3) La decisione di declassare l'universita' in generale a corso di recupero dei danni inflitti all societa' da una scuola secondaria (decaduta in base allo stesso processo che ora si impone all' Universita') privera' l'Italia delle capacita' di creare innovazioni tecnologiche e la rendera' di fatto dipendente in tutto (tranne che nelle geniali innovazioni sulle ricette delle pizze o sull'alta moda) da altri paesi minandone l'indipendenza. Il fatto che si impongano agli studenti ben 50 ore (tolte all'Analisi, Meccanica o Fisica stessa) un corso di ``Comunicazioni'' in cui si vuole impartire il ridicolo insegnamento di come ``scrivere relazioni'' e altre amenita' del genere e' un segno assai preoccupante anche perche' motivato da una obbedienza ad una legge, o meglio ad una sua interpretazione, che francamente stupisce in un contesto nel quale l'applicazione delle leggi e' sempre stato soggetto alle piu' balzane interpretazioni soggettive dei burocrati e docenti addetti. 4) Non contesto che sia un dato di fatto che molti hanno difficolta' a seguire l'Universita' e che si debba fare qualcosa per ``metterci al pari con l'Europa''. Ma e' una menzogna dire che lo stiamo facendo. In Francia ad esempio e' vero che l'universita' somiglia piu' alla universita' italiana riformata che alla precedente: ma si omette di dire che in Francia gli studi avanzati non sono fatti all' Universita' ma nelle ``Grandi scuole''. Queste hanno un accesso selezionatissimo (e sono frequentate da circa il 20% degli studenti): chi riesce ad entrarvi ha di solito strade aperte nell'amminsitrazione e nelle industrie in posizione dirigente. In USA si pensa a una revisione delle politiche di insegnamento: li politiche simili a quella che scimmiottiamo noi sono sotto critica e da piu' parti si rileva la necessita' di una modifica profonda dell'insegnamento. In Italia declassando Universita' storiche come Roma 1 verra' a mancare la possibilita' di un insegnamento superiore che possa anche servire di efficace strumento di elevazione sociale (come in Francia avviene con le grandi scuole fin dal XIX secolo). Tutti gli studenti impareranno, forse, a battere i tasti di un computer (con gran profitto almeno delle compagnie di software) e avranno accesso a lavori corrispondenti. Allora si dovrebbe cercare di proporre, almeno agli studenti interessati a non perdere anni per apprendere cose che invece si dovrebbero apprendere il piu' presto possibile, corsi di alto livello: ma questo non e' realistico visto che come riconosce la stessa commissione ci saranno problemi di aule gia' per i corsi minimi. Se proprio l'universita' dovra' diventare una scuoletta superiore allora gli entusiasti di questa riforma dovrebbero indicare almeno dove pensano che si potra' svolgere la ricerca (che anche dovrebbe essere al pari del resto d'Europa). A me pare che questa rinuncia a scelte politiche chiare (e certamente non popolari) quali la differenziazione dei corsi universitari per sede o indirizzo appogggiata dall'argomento (falso) che ``gli altri fanno cosi''' sia di fatto un modo per eseguire una fortissima selezione. E' chiaro infatti che i vari Keplero, Galilei, Einstein se la caveranno sempre in barba a qualsiasi riforma (ad esempio emigrando): ma verra' a mancare la capacita' di base e capillare necessaria a formare una classe dirigente capace di idee proprie e originali. 4) Venendo sulle proposte specifiche per Fisica mi pare che la commissione abbia proposto variazioni in parte condivisibili almeno se attuate correttamente (cosa di cui dubito per le ragioni sopra esposte). Certo e' da vedere come verranno applicate. Desta preoccupazione la pretesa di insegnare la matematica ``probabilmente senza dimostrazioni''. Il valore formativo dell'Analisi e Geometria non stanno nelle ricette ma nell'insegnamento al loro sviluppo autonomo. La Meccanica non sono le ``Lagrangiane e Hamiltoniane'' (!) ma quello cui esse servono (di cui non vedo traccia nelle proposte). La relativita' non e' la trasformazione di Lorentz; insegnarla senza inserirla nel giusto quadro (elettromagnetismo classico) la rende una ricetta utile per chi non vuol pensare, invece che una delle maggiori conquiste della XX secolo. A mio parere l'insegnamento diventera' una corsa verso le applicazioni che docenti potenti ritengono utili (o imposte da commissioni preposte allo scopo) e che saranno forzate in assenza di basi teoriche cui appoggiarle. Verra' meno quello che e' la caratteristica principle del corso di Fisica ossia la capacita' di sviluppare modelli di fenomeni naturali. 5) L'eliminazione della Meccanica Razionale e' un antico ``cavallo di battaglia'' di molti colleghi che non hanno mai voluto riconoscere che e' qualcosa di diverso da quello che loro hanno subito da studenti (acriticamnete, evidentemente): qui a Roma anzi si e' stati assai meno radicali che in altri centri innovativi. E non biosogna dimenticare che diminuendo i docenti di Meccanica (o analisi o geometria) si aumenta il numero di posti disponibili per materie ``socialmente utili'' che sono sempre identificate con le discipline di chi propone l'abolizione. Ma non direi che il problema sia che chi vuole studiare fisica matematica si trovera' svantaggiato per la mancanza di strumenti matematici. Occorre dire che gli studenti che si indirizzano alla fisica matematica sono assai pochi e quindi i pochi motivati a farlo dovrebbero aver gia' preso i provvedimenti del caso. Il problema della scarsa attenzione per la matematica dovrebbe essere soprattutto la scarsa maturazione per il pensiero teorico che ne consegue. Tale capacita' si raggiunge non attraverso lo studio di matematiche specialistiche o raffinate ma attraverso la meditazione e assimilazione dei piu' comuni ed elementari ragionamenti alla base del calcolo infinitesimale o della geometria di curve e superfici. Quindi non solo chi studia fisica matematica ma tutti indistintamente quelli che si affideranno alla saggezza dei nuovi programmi ne recheranno un danno grave. 6) Non ho capito la differenza fra il corso di laurea in Fisica e quello in Fisica e Astrofisica: il secondo offfre piu' del primo? e se no perche' non ``Fisica e fisica sanitaria'' o ``Fisica e restauro'' oppure ``Fisica e Fisica Nucleare''? O forse l'istituzione di un tale corso di laurea riflette pressioni di gruppi di potere all'interno del Dipartimento doatai dei famosi finanziamenti e quindi alla ricerca di posti da assegnare a scapito di altri gruppi che non hanno avuto la forza di imporre il loro corso di laurea? Ci sono infatti solo tre propste di corsi di laurea (il terzo e' il non meno fantomatico ``Tecnologie ...'' @@@@ Risposta alla lettera 1 da parte del Presidente del ccl in Fisica (Roma 1): Professor Giovanni Vittorio Pallottino > >Caro Giovanni, >ti esprimo la mia piu' profonda invidia >perche' vedo che tu hai modo di esprimere interessanti considerazioni >sulla vicenda >mentre io sono tenuto a compilare pezzi di carta, che non qualifico, >e non posso esprimere pubblicamente cio' che penso di questa riforma, >e sopratutto di come sta venendo attuata >cati saluti >gvp @@@ Risposta alla precedente Caro Giovanni Vittorio ti ringrazio per l'apprezzamento. Mi rammarico pero' non solo perche' non hai potuto spiegarmi la differenza fra Fisica e Astrofisica oppure Fisica (non parlo di ``Tecnologie della Fisica'' che mi pare diversa anche se velleitaria) Mi pare importante sapere (che anzi si sappia) come mai l'astrofisica sia stata privilegiata da voi. Mi pareva che questo fosse un segno di pressioni di gruppi potenti e ne vorrei sapere di piu'. Chi studia Fisica e Astrofisica ha un titolo in piu' rispetto a chi studia solo Fisica? Poi debbo dire che non capisco bene i motivi della tua difesa della riforma che ci e' stata imposta in modo assai poco democratico da politici che mi pare che siano tanto incompetenti da credere che all'Universita' non si lavori. Credo che sia un nostro dovere cercare di fare gli interessi degli studi e della cultura. E se i governanti occupati in tutt'altre questioni errano e' nostro compito dirlo e cercare di riparare i danni. Allora il tuo appoggio a questa riforma voluta da una burocrazia sedicente di sinistra mi stupisce: mi sai dire come mai riesci ad accettare un corso di ``comunicazioni''? (50 ore)!! e uno di ``inglese'' (40 ore)!! e proporli firmando i documenti relativi? Ma allora dovremo dare una cattedra di comunicazioni e una di inglese? dopo che la commissione ha tagliato le ore di analisi geometria e meccanica (ad esempio) cedendo a questi corsi inutili ben 90 ore? Ma come fai a credere o solo a sostenere che il corso di comunicazioni abbia una qualche utilita'? e quello di inglese? Tutti sanno che per studiare fisica serve l'inglese: ma questo e' compito della scuola media! all'universita' chi nella scuola ha fatto il figlio di papa' e non ha studiato l'inglese deve darsi da fare e non pretendere un corso ove si deve studiare ben altro. Preferirei un corso di Italiano (letteratura), se proprio si deve aprire a discipline umanistiche. Quello che mi preoccupa e' che queste idee (comunicazioni e inglese) mi paiono anche le bandiere di chi cerca di sostituirsi al governo attuale: il programma delle ``3 i'' mi fa rabbrividire e mi pare che con le innovazioni che la tua commissione a cuor leggero, a mio parere, accetta sembrano preludere ad una accettazione a priori di qualsiasi idea che venga dal politico di passaggio che si occupa dell'Universita'. Avete forse fatto un compromesso ``preelettorale'' per coordinare gli sforzi dei politici passati e futuri per l' universita'? Mi pare che non rendi un buon servizio alla fisica compilando pezzi di carta che servono poi a eliminare corsi formativi sostituendoli con corsi assurdi pretesi da gruppi di potere di indirizzi politici assai diversi: quanto la confusione delle loro idee e la concretezza dei loro interessi. Spero che tu almeno sia contrario in cuor tuo a questo scempio che si prepara e che ti senti costretto ad avallare per la tua posizione accademica. Ti posso assicurare che se fossi al tuo posto farei ben diversamente (forse e' per questo che non ci saro' mai). Cari saluti: Giovanni PS: per evitare di annoiare i colleghi d'ora in poi mettero' l;e lettere e le risposte sul mio sito internet http://ipparco.roma1.infn.it @@@ 20 aprile Caro Giovanni Vittorio ricevo una richiesta di dati per preparare il giudizi degli studenti sul mio corso. Debbo dire che sono meravigliato perche' non ho ancora avuto alcun riscontro alla mia richiesta di rettifica da parte della direzione del ccl o della presidenza del duro giudizio sulla mia pretesa irreperibilita' per spiegazioni agli studenti. Feci immediatamente presente (ormai sono due anni) che o dovevo essere punito per non aver svolto il mio dovere (amministrativamente) oppure quella era una calunnia divulgata con l'assenso (a mio avviso colpevole) della direzione del ccl. Pertanto non procedo a darti gli elementi per preparare i moduli per le valutazioni perche' mi pare che non ci sia alcuna garanzia dei diritti dei docenti e che si favorisca un clima da guardie rosse che mi pare inaccettabile. Ritengo diritto degli studenti criticare quanto ritengono utile o necessario o doveroso i docenti ma a nessuno deve essere permesso di comportarsi da guardie rosse con calunnie e accuse infondate. Sono francamente sorpreso che si dia spazio a accuse senza prove a docenti specie nel momento che ministri di scarsa competenza accusano con uguale accanimento i docenti di non lavorare e si accingono a implementare una riforma che abolendo materie fondamentali mette in programma insegnamenti ridicoli quali l'inglese (a Fisica!) e il modo di scrivere relazioni. Certo in un paese in cui oltre alle pizze e alla moda si esporta la spazzatura, pagando addirittura per farlo, forse non ci si puo' aspettare che la cultura e l'universita' siano autonome ma non vedo bene perche' il ccl si debba rendere partecipe di questo scempio. Inviero' i dati solo se le accuse nei miei confronti verranno verificate o smentite e solo se mi saranno date garanzie che queste possibilita' di giustizia sommaria, da guardie rosse, saranno eliminati. A presto (spero ancora in una risposta anche perche' sono sempre piu' perplesso sul significato del tuo appoggio alla riforma e francamente non capisco da che parte stai e quale sia il tuo progetto) Giovanni ps: non mi hai neppure risposto se la "Fisica e Astrofisica" e' li' perche' c'e' un'operazione di baroni influenti che cavalcano l'anda della riforma per avere piu' spazio oppure se "Fisica" e' inferiore a "Fisica e Astrofisica" (e non capisco allora perche' non ci sia "Fisica e Biologia" e tante altre belle cose) @@@ Date: Sat, 21 Apr 2001 14:10:42 +0200 (CEST) From: Giorgio Parisi Caro Giovanni, Fisica e astronomia e' un compromesso fra la proposta originale della commissione che non la prevedeva e la proposta di un gruppo di colleghi che voleva Astrofisica e astronomia con un curriculum che impediva i passaggi alla laurea in fisica. C'e stata una prima riunione in dipartimento, non conclusiva, in cui c'e' stato uno scontro frontale, io ho dato del maleducato a Melchiorri e poi mi sono scusato, ma la proposta di Astrofisica e astronomia non e' passata. Questo e' avvenuto prima di Natale. Dopo Natale si e' fatto il compromesso. Certo che se alla riunione del dipartimento di dicembre ci fossero state piu' voci decisamente contrarie non si sarebbe nemmeno fatta Fisica e Astronomia. Non esserci alle riunioni nei periodi di cambiamenti impedisce sia di influenzare gli avvenimenti e di comprendere la dinamica degli avvenimenti. In ogni caso un compromesso e' un compromesso, con tutti i vantaggi e gli svantaggi. In ogni caso, se vuoi maggiori ragguagli, te li do a voce un giorno che ci vediamo. Ciao Date: Sat, 21 Apr 2001 14:14:00 +0200 (CEST) From: Giorgio Parisi To: Giovanni Gallavotti Subject: Re: your mail In-Reply-To: <200104201858.f3KIwhi05241@eratostene.roma1.infn.it> Content-Type: TEXT/PLAIN; charset=US-ASCII > > ps: non mi hai neppure risposto se la "Fisica e Astrofisica" e' li' > perche' c'e' un'operazione di baroni influenti che cavalcano l'anda > della riforma per avere piu' spazio oppure se "Fisica" e' inferiore a > "Fisica e Astrofisica" (e non capisco allora perche' non ci sia > "Fisica e Biologia" e tante altre belle cose) > ps nel messaggio prcedente ho detto "fisica e astronomia" al posto di fisica e astrofisica. Biologia non c'e' perche' i biologi sono di meno numerosi in dipartimento e non avevano la possibilita' di fare un braccio di ferro. Giorgio @@@ Risposta alla lettera allegata (a proposito della direzione del ccl Fisica) Caro Giorgio uhm: la lettera che hai ricevuto era indirizzata al presidente ccl Pallottino: forse e' troppo occupato per rispondere e ti delega? a quale titolo? Comunque vedo che avevo ragione e che "Fisica e Astrofisica" e' stata un'operazione di potere che mal si concilia con i propositi innovatori di una riforma cosi' radicale come quella da lui sostenuta con sorprendente convinzione. Inoltre e' una contraddizione con l'unita' culturale che dovrebbe connotare una disciplina come "Fisica". Alla lunga questo portera' allo snaturamento della disciplina e a nulla servira' il biennio di approfondimento dopo che gli studenti avranno perso gli anni migliori giocando a imparare a scrivere relazioni in word o ad apprendere (da illustri cattedratici nominati allo scopo) che in inglese non ci sono declinazioni (Uff!) dei nomi degne del nome, come nel deprecato quanto "inutile" latino. Mi domando se anche "Tecnologie della Fisica" non sia un prodotto di pressioni di gruppi di potere che influenzano la ferrea volonta' dovuta ad una certezza del giusto, di cui mi paiono convinti, dei nuovi riformatori. Io parteciperei volentieri a riunioni utili: ma come ho gia' piu' volte detto trovo difficolta' a pensare che partecipare serva a qualcosa. Come si e' visto nell'ultima riunione del gruppo teorico mi pare che quello che conti sia il parere di gruppi organizzati che possono "esigere" (come .... ha detto piu' volte e in un tono concitato e perentorio che ho trovato fuori luogo) che le loro "esigenze" siano "esatte" con buona pace per le esigenze altrui. Non sono capace di gridare le mie ragioni e sostenere che il soddisfarle sia la cosa di maggiore importanza per il bene di tutti (mi vergognerei di fronte a me stesso prima che di fronte ai colleghi). In un ambiente come il nostro dovrebbe essere possibile discutere e fare proposte senza dover essere fisicamente presenti nei momenti "giusti" o abbastanza resistenti da sopportare riunioni di durata illimitata o reiterate fino a quando chi ha il potere di convocarle ottiene il risultato voluto (di questo ne sai qualcosa a spese tue e di pochi altri, tra cui me). Del resto si e' visto che quando alcuni colleghi sono assenti si convoca una nuova riunione per sentire il loro augusto parere (e il tempo degli altri conta poco): con me non e' mai successo ne' lo ho mai chiesto. Ho cercato di dire quello che penso in molte occasioni: ma ho di rado ricevuto risposte, direi mai in sostanza. Neppure a problemi piu' semplici anche se fondamentali per la liberta' di insegnamento e di pensiero: ad esempio Pallottino, presidente del ccl, e prima Vicentini, non mi hanno neppure risposto sul fatto, che ritengo gravissimo, del datsebao in cui e' stata data la possibilita' ai miei circa 30 studenti del corso di calunniarmi: quando due (2) di loro lo hanno fatto non ne e' seguito proprio nulla. Ne' ricevo risposte articolate alle mie critiche a decisioni che mi paiono sbagliate da parte di chi e' eletto per rappresentare fra gli altri anche me. Questa e' una violazione dei fondamenti della democrazia rappresentativa (perche' significa che alcuni contano piu' di altri).. Mi pare che il ccl di Fisica difenda una riforma che si ammanta di parole d'ordine di sinistra di sapore sessantottesco e che di fatto uccida la cultura e la possibilita' di svolgere ricerca nell'ambito dell'universita' (unico ambito possibile per la Fisica insieme con INFN, visto che gli altri enti di ricerca sono di fatto insesistenti). E non si avvede del pericolo che incombe che sia in definitiva gestita da forze politiche che hanno l'agghiacciante programma $3*i$ che non potra' che aggiungere danni ulteriori a quanto fatto da ministri poco competenti che credono che all'Universita' non si lavori. A presto: Giovanni @@@ From: "G. V. Pallottino" Date: Tue, 24 Apr 2001 09:04:05 +0200 Caro Giovanni, non conosco in dettaglio la vicenda a cui fai riferimento. Ma so che ci sono stati scambi di lettere, assai numerose, e a volte anche lunghissime, fra te e Matilde Vicentini. Anche a proposito della scelta, peraltro deliberata in CCL, di rendere pubbliche le risultanze dei questionari compilati dagli allievi, e degli inconvenienti che potevano derivarne o che ne erano derivati. Se posso fare qualcosa di utile a tale proposito, o meglio qualcosa che sia per te soddisfacente, dimmi cosa devo fare e se riterro' di poterlo fare lo faro' ben volentieri. Per quanto riguarda le varie altre questioni di cui fai cenno nei tuoi ultimi messaggi, - riforma, scelte didattiche, titoli delle lauree, giudizi sull'opera degli ultimi ministri, esiti delle prossime elezioni - non ho veramente la forza di riesaminare tutto con quel dettaglio che forse sarebbe desiderabile, ma che probabilmente sarebbe pienamente attuabile soltanto se vi fosse una persona dedicata a a tempo pieno a svolgere questo compito. Per questo sono molto grato a Giorgio Parisi, che ti ha riassunto qualche elemento della vicenda, senza peraltro, come si poteva facilmente immaginare, che a cio' lo avessi incaricato. Voglio comunque ripeterti che questa riforma e' per me fonte di sofferenza e di timore per quanto riguarda i suoi esiti sulla qualita' degli studi. Ma tuttavia si tratta di una legge dello Stato che e' nostro preciso compito attuare: dura lex sed lex. Ed e' nostra scelta altrettanto precisa, pur sapendo che summum jus summa iniuria, quella di attuarla al meglio, per quanto nei nostri limiti umani ci sembra di poter fare. Per quanto riguarda le guardie rosse, puo' darsi che tu sappia che questa particolare manifestazione di umanita' non rientra fra le mie piu' spiccate simpatie, e se cosi' non fosse ti informo che appunto non le gradisco particolarmente. E neanche quelle di altri colori. Eppure rammento che quando queste guardie, e le altre, compivano le loro azioni devastanti, non mancavano certo i consensi per quello che facevano (o che si credeva che stessero facendo). Molto cordialmente gvp @@@ Date: Tue, 24 Apr 2001 19:28:30 +0200 (CEST) From: Francesco Zamponi Risposta al prof. Parisi. Da parte del collettivo di Fisica da poco (ri)costituito, le cui lettere e proposte sono al sito internet http://utenti.quipo.it/collettivo Abbiamo letto la sua risposta alla lettera del professor Gallavotti circa il dibattito da lui e da noi sollevato sulla reale necessita' di istituire un corso di laurea in Fisica e Astrofisica. A questo riguardo abbiamo avuto uno scambio di lettere col professor Dolcetta il quale ci ha rimandato, per le motivazioni che hanno spinto a questa istituzione, al sito che contiene l'ordinamento del corso, http://astro.phys.uniroma1.it Le motivazioni li' indicate si dividono principalmente in due classi. Riassumendo: 1) C'e' forte necessita' di astrofisici nell'area romana a causa della presenza di istituzioni pubbliche e private (CNR, ASI, Osservatorio Astronomico). Tali istituzioni, a detta di chi ha scritto il documento, assumono il 70% (!) dei ricercatori assunti in totale da istituzioni di ricerca. 2) Gli astrofisici che escono dall'attuale corso di laurea non sono sufficientemente preparati e richiederebbero di una maggiore preparazione tecnica al riguardo. Non siamo assolutamente d'accordo con queste motivazioni, per le seguenti ragioni: 1) Ci chiediamo se nelle statistiche ivi fornite si tenga conto (non sembra) di istituzioni quali ENEA, INFN, INFM, enti sanitari eccetera. Crediamo che lo stesso discorso potrebbe essere fatto per qualunque indirizzo (la fisica delle particelle elementari ad esempio e' tradizionalmente la disciplina portante della ricerca in Italia, basta guardare al numero di gruppi operanti in questo campo nel dipartimento, con collaborazioni al CERN, ai laboratori del Gran Sasso, e alla presenza dei laboratori di Frascati). Non ci risulta, ad esempio, che il dipartimento di Fisica dell'Aquila si sia mosso in tal senso per la presenza dei laboratori al Gran Sasso.... 2) Riteniamo che tali motivazione esprimano, nello spirito della riforma, la richiesta di una formazione piu' tecnica, da subito orientata al mondo del lavoro. Tale formazione e' infatti passibile (teso Zecchino) di 'obsolescenza'.... Noi siamo contrari a questa impostazione e pensiamo che tutti i laureati in fisica debbano conoscere le idee fondamentali e un metodo che li metta in grado di affrontare successivamente qualunque problema. Inoltre l'attuale indirizzo di Astrofisica prevede tutti esami caratterizzanti, a differenza degli altri indirizzi, e quindi ci sembra che gia' adesso la formazione specifica impartita a un Astrofisico sia maggiore di quella impartita negli altri indirizzi. Infine, alcuni argomenti come la meccanica celeste dovrebbero essere inclusi nel corso di laurea in Fisica e non essere patrimonio peculiare degli astrofisici. 3) Non ci esprimiamo al riguardo perche' siamo in attesa della risposta del professor Dolcetta, ma ci chiediamo in quali aule saranno svolti i corsi e se il corso di laurea in astrofisica avra' cattedre differenziate anche per gli esami comuni col corso di laurea in Fisica. Poiche', dalla sua lettera, risulta che l'istituzione di tale corso di laurea sia il frutto di un 'braccio di ferro' perso dalla commissione, vorremmo che l'intera questione sia ridiscussa con la rappresentanza studentesca che si insediera' al prossimo CCL, in vista eventualmente della revisione delle decisioni prese. Al riguardo l'attuale sottosegretario al MURST Guerzoni ha dichiarato, in un'assemblea alla Sapienza, che il ministero non avrebbe accettato decisioni prese dagli organi universitari senza la consultazione delle rappresentanze studentesche (...). Speriamo quindi che con l'appoggio del CAID, dei docenti che hanno espresso parere sfavorevole e degli studenti l'attivazione possa essere sospesa. Siamo disponibili per discutere sia all'indirizzo del collettivo di fisica (collettivo.fisica@quipo.it) sia in aula 2 al NEV, e in ogni caso saremo presenti al prossimo CCL e prenderemo contatti nei prossimi giorni con lei e con i proff. Pallottino e Martinelli. Grazie Il collettivo di Fisica @@@26 aprile Caro Giovanni Vittorio grazie per la lettera: la aspettavo. Per quel che riguarda il datsebao mi pare che sia doveroso da parte della direzione del ccl pubblicare su una bacheca ufficiale del ccl una dichiarazione del tipo "il ccl ha svolto indagini a proposito della presunta indisponibilita' da parte del Prof. Gallavotti a fornire spiegazioni dopo le lezioni del corso di Meccanica Razionale dell' AA 1998-1999. Le dichiarazioni dei due studenti che hanno fatto questo rilievo sui moduli di valutazioni distribuiti da questo ccl si sono rivelate infondate [OPPURE no?....]. Si invitano gli studenti che ritengono che qualche professore venga meno ai suoi doveri istituzionali a farlo presente, per i provvedimenti del caso, alla presidenza del ccl direttamente o tramite i loro rappresentanti". Sono due anni che aspetto. Sulle guardie rosse vedo che siamo daccordo (ma io non lo ho mai dubitato: rilevavo che il ccl e la riforma favoriscono, certo involontariamente, il crearsi di un clima da caccia alle streghe). Per quel che concerne invece la riforma temo che ci divida un profondo fossato. Sono daccordo sul "dura lex sed lex": tuttavia ogni legge deve essere interpretata prima dell'applicazione. E io francamente trovo che la vostra interpretazione (ossia della Commissione del ccl) sia contraria allo spirito della legge (che pure trovo sconcertante). La questione di Fisica e Astrofisica e' francamente sorprendente: perche' avete ceduto a pressioni di gruppi di potere sulla base solo della loro forza numerica sebbene quello che sostenevano era contrario al buon senso? Trovo incongruo che siano gli studenti del collettivo di Fisica a farvi notare che non rispettate le regole e che la decisione di istituire Fisica e Astrofisica e' contraddittoria. Per me e' strano anche perche' loro dovrebbero invece studiare (sono piuttosto conservatore su questo) e non occuparsi di farci notare che stiamo facendo operazioni di potere. Non dobbiamo dare ragioni di esistenza al collettivo di Fisica perche' e' fonte di perdite di tempo per gli studenti (quest'opinione e' indipendente dall'antipatia antica per il collettivo e che risale a molto prima che loro predecessori scrivessero parolacce sulla parete del mio ufficio per la mia opposizione alla violenza gratuita con cui interrompevano le lezioni negli anni 70). A proposito di Astronomia: mi domando se il gruppo di potere che vi ha imposto di pianificare un corso di laurea di maggiore valore apparente rispetto a quelo della sola Fisica (cosi' capisco l'aggiunta dell'aggettivo astrofisica) sia lo stesso recentemente cooptato nel nostro dipartimento: ad esso apprtengono colleghi che negli anni 80 rifiutarono un finanziamento che avevo trovato per il restauro di una dei telescopi piccoli (in torretta) di Monte Mario per uso didattico sull'osservazione dei pianeti in relazione al mio corso di Meccanica Razionale: i fondi (sostanziali) che repreii con fatica furono rifiutati dal consiglio di amministrazione dell'Osservatorio per motivi poco chiari (a me), sebbene fossi stato indotto proprio da alcuni colleghi di detto osservatorio a lavorare per trovarli. Cosa che interpretai sulla base di parole del collega Giannone come legati al timore (di alcuni che non ho mai capito chi fossero) che io acquisissi "potere" all'Osservatorio che prosperava in quella che me pareva e pare inazione. Ora questi colleghi hanno preteso un corso dedicato di Astrofisica? e dobbiamo credere che sia per interessi didattici? e chi si sacrifichera' per mancanza di aule? gli studenti di Fisica? Non e' solo Astrofisica che non capisco: mi pare che l'obbligo di inseganare a scrivere relazioni e ad apprendere l'inglese sia un'operazione demagogica: si potrebbe interpretare questo punto della legge (? ma c'e' davvero?) come un'occasione per recuperare le ore tolte all'insegnamento dell'Analisi o della Meccanica facendo un corso in inglese. O scrivendo relazioni in inglese o italiano su esperimenti di fisica o su problemi di matematica (sarebbe strano ma forse piu' utile). Esprimo per l'occasione il timore che questa idea balzana di butttare 90 ore e due cattedre sia in realta' anche questa un'operazione di potere: molti dei miei colleghi si lamentano della diminuzione del numero di studenti (nel senso che temono tagli di fondi). Allora a qualcuno potrebbe essere venuta l'idea di introdurre Fisica (e altre materie scientifiche, "in via di estinzione" di fronte all'incalzare dell'informatica intesa come uso di tastiere, topini e clicchi) in altre facolta': in fondo dando solo due cattedre ne otteniamo molte altre del tutto nuove e risolviamo per uno o due anni alcuni dei problemi legati all'estinzione. Per favore dimmi se sbaglio anche su questo. Cari saluti: Giovanni @@@ From: "G. V. Pallottino" To: "Giovanni Gallavotti" Date: Mon, 7 May 2001 13:34:58 +0200 Caro Giovanni, ho disposto l'affissione di quanto segue, che mi auguro sia di tua soddisfazione. molto cordialmente gvp La presidenza del CCL Fisica ha esaminato la questione della presunta indisponibilita' da parte del Prof. Gallavotti a fornire spiegazioni dopo le lezioni del corso di Meccanica Razionale dell' AA 1998-1999. Gli elementi raccolti indicano che le dichiarazioni dei due studenti che hanno fatto questo rilievo sui moduli di valutazioni distribuiti da questo ccl non hanno reale fondamento. Si invitano comunque gli studenti che ritengono che qualche professore venga meno ai suoi doveri istituzionali a farlo presente direttamente, per i provvedimenti del caso, alla presidenza del ccl. Giovanni Vittorio Pallottino Presidente CCL Fisica @@@@ Caro Giovanni Vittorio grazie: si va benissimo (e' solo in ritardo: ma non puoi essere responsabile di quanto hanno fatto i tuoi predecessori). A presto: Giovanni @@@ Presidente del ccl, CC colleghi Caro Giovanni Vittorio rispondo alla tua lettera (riportata in fondo). Premetto che mi considero fra i docenti che prestano tutta la dovuta attenzione alla didattica e che quindi non rientro nelle categorie da te vituperate. Penso che sia opportuno fare i commenti negativi sul nostro lavoro facendo nomi e cognomi: altrimenti si cade nel qualuquismo, caro a ministri irresponsabili che hanno voluto gettare fango sulla docenza universitaria senza assumersi le responsabilita' delle loro azioni, e hanno insultato quanti di noi svolgono con impegno e dignita' il loro compito di ricercatori e docenti. Ho impartito il corso di Meccanica superiore (IV anno) con programma di Meccanica dei Fluidi. Ho seguito il mio libro di Meccanica dei fluidi che gli studenti potevano richiedere (gratis) al CNR oppure copiarlo (sempre gratis) dal mio sito internet sia in edizione italiana sia in quella inglese. Ho anche fatto dono di una copia del volume alla nostra biblioteca e a quella di matematica. Ho svolto i capitoli 4,5,7 e il secondo sottocapitolo del cap. 6. I punti su cui richiedi informazioni si recitano cosi: 1) Non ho attuato alcuna iniziativa innovativa perche' i miei corsi di secondo biennio sono sempre originali e quindi nuovi. 2) Non ho percepito alcuna reazione diversa dal solito da parte degli studenti. Direi un moderato interesse. 3) Penso di aver interagito con gli studenti secondo quanto loro hanno ritenuto opportuno (il che e' compatibile anche con quanto io stesso ho ritenuto opportuno). 4) rapporto esercitazioni/lezioni = 0: sarebbe utile un esercitatore ma gli studenti non avrebbero tempo per esercitazioni perche' gia' cosi ci sono stati gravi problemi di sovrapposizione di orario e mancanza di aule. 5) nessun ricorso a particolari strumenti didattici. Parti del corso richiedevano uso di un calcolatore, che non e' un'innovazione ne' un particolare strumento didattico, da parte degli studenti e solo uno di loro ha cercato di impegnarsi. Tuttavia e' uno strumento di cui si sente la mancanza e sarebbe utile avere piu' calcolatori a disposizione degli studenti (dico calcolatori e non corsi elementari di 50 ore sul loro uso). 6) per quel che ne so il mio corso richiede aver seguito Meccanica razionale ma non si collega in modo specifico ad alcun altro corso. Come sai l'interesse per la meccanica dei fluidi non e' alto nel nostro dipartimento. 7) ho ancora 7 studenti su 9 iniziali: mi mancano 2 settimane di corso. Non so quanti faranno l'esame. Colgo l'occasione per ripetere che considero la riforma incombente un disastro culturale di proporzioni impensabili anche solo qualche anno fa: non tanto per la riduzione dell'Universita' ad una scuoletta ma per la totale assenza di istituzione di luoghi ove un vero insegnamento di alto livello possa essere impartito insieme con la corrispondente ricerca. E ribadisco la mia assoluta indisponibilita' a collaborare alla sua attuazione, nei limiti consentiti dalla legge e nella flessibilita' delle sue interpretazioni. Riterro' qualunque tentivo delle autorita' accademiche di impormi una didattica e/o ricerca diversa da quella che considero propria una violazione della liberta' di insegnamento e di ricerca che viene (o veniva) riconosciuta ai docenti universitari (e a chi altro se no?): e spero di avere in questo aiuto da parte della Presidenza ccl e della Facolta'. A presto: Giovanni >Messaggio trasmesso a tutti i docenti e ricercatori >del Dipartimento di Fisica il 14 marzo 2001 > >Caro Collega, >l'attuazione della riforma degli studi universitari, e in particolare >il raggiungimento dei suoi obiettivi (riduzione degli abbandoni, >accorciamento della durata effettiva, ...), richiede di migliorare >l'efficacia didattica, e dunque una maggiore attenzione verso la >didattica da parte del corpo docente. Attenzione che molti certamente >prestano, altri meno, alcuni pochissimo (sebbene poi le retribuzioni >siano le medesime per tutti!). > >Senza forti innovazioni nella metodologia didattica, infatti, si corre >il rischio che l'attuazione della riforma costituisca una "pokazuka", >come quella che Potemkin appresto' per Caterina di Russia, cioè vuota >facciata senza modifiche sostanziali, e forse addirittura, come unico >cambiamento reale, con un puro e semplice abbassamento del livello >culturale medio del prodotto finale. >Del resto mi risulta che in alcune sedi, dove la riforma didattica è >stata gia' avviata nell'anno accademico in corso, i risultati non sono >molto soddisfacenti. In particolare il numero di coloro che hanno >superato con successo gli esami del primo periodo didattico è rimasto >pressochè invariato. E puo' darsi appunto che le metodologie >didattiche, anche loro, fossero rimaste invariate. > >Ora si da' il caso che l'efficacia della didattica, da qualche tempo, >sia sottoposta a valutazione (di cui sentiremo parlare sempre più >spesso per il semplice motivo che le Supreme Autorità Ministeriali la >ritengono importante, e del resto è attuata da tempo in altri Paesi >Europei). Ma per ora la valutazione è svolta soltanto dagli studenti, >riempiendo gli appositi questionari, mentre io ritengo che alla >valutazione degli allievi dovrebbe accompagnarsi anche qualche forma >di valutazione (o autovalutazione) da parte dei Docenti, per ciascun >corso d' insegnamento. > >Ti chiedo pertanto di inviare alla Signora Fascetti, alla segreteria >della presidenza CCL, un breve rapporto sul corso, o sui corsi, >d'insegnamento che hai tenuto nell'anno accademico trascorso 1999/2000 >e/o in quello 2000/2001, nel quale esporrai la tua valutazione di >quanto hai fatto, e di quanto conti di fare nell'immediato futuro, con >particolare riferimento >1) alle iniziative di innovazione e di sperimentazione rivolte a >rendere il tuo corso sostenibile da parte degli allievi e il relativo >esame immediatamente superabile al termine del corso (prove in >itinere, esercitazioni da svolgere a casa, e quant'altro), >2) alle reazioni degli studenti da te percepite >3) al grado di interattività che ritieni di avere stabilito nel tuo >corso, >4) al rapporto lezioni/esercitazioni, o quanto applicabile, >5) .all'eventuale ricorso a particolari strumenti didattici >6) alla interazione, dove applicabile, fra la copertura fornita dal >tuo corso e quella degli altri insegnamenti nel quadro di un piano di >studi organico (ottica, elettronica, struttura della materia teorico, >.......) > >Gradirei anche ricevere qualche informazione numerica, anche >indicativa, riguardante: >il numero medio iniziale di studenti, il numero medio finale e il >numero di quelli che hanno superato l'esame nel periodo immediatamente >seguente la fine del corso. >(nel caso del mio corso, svolto nel I semestre 2000/2001, questo >vettore è: [21, 20, 17]) > >Mi risulta che varie iniziative di innovazione didattica sono gia' in >atto, ma mi piacerebbe averne un quadro completo, per trarne elementi >da diffondere poi fra tutti i Colleghi, in vista del compito che ci >attende e che non conviene affrontare impreparati. > >Molto cordialmente > >Giovanni V. Pallottino >Dept. of Physics, University La Sapienza, Rome, Italy >Phone: +39--06-4457156 >Fax: +39-06-4957697 >e-mail: pallottino@roma1.infn.it @@@ Date: Fri, 25 May 2001 18:48:30 +0200 From: Giovanni Gallavotti To: giovanni@ipparco.roma1.infn.it Subject: RE Reply-to: giovanni.gallavotti@roma1.infn.it CC: colleghi Caro Giovanni Vittorio rispondo con un po' di ritardo, scusa (originale in copia in basso) >B) Non intendevo considerare l'originalita' degli argomenti, ma >eventuali iniziative che facilitassero la trasmissione del sapere e il >suo consolidamento nei crani dei recipienti io intendevo che l'iniziativa fosse appunto quella di non fare mai la stessa cosa e che il "sapere" si trasmettesse bene attraverso la varieta' dei temi (il che obbliga il docente a uno sforzo non indifferente, ma interessante). >C) Purtroppo ignoro totalmente "quanto" tu e i tuoi allievi abbiate >scelto di interagire e in tale ignoranza, cosi', sono destinato a >permanere Io non ho fatto alcuna scelta (devo essermi espresso male): do le spiegazioni e sono disponibile a discutere i contenuti del corso. Spesso gli studenti vengono da me: ma molto meno di quanto mi renderebbe soddisfatto. >D) Ritengo vergognoso che gli studenti NON abbiano calcolatori a loro >disposizione; spero che le aule informatiche che, forse, saranno >allestite per i laboratori di informatica possano essere aperte, in >certe ore almeno, a tutti gli allievi. Il problema l'ho sollevato gia' >una decina di anni fa >Ma non disprezzare l'idea di corsi elementari: io trovo che molti >studenti del quarto anno non hanno alcuna familiarita' con le >macchine. Daccordo sulla necessita' di calcolatori. Sono invece contrario ai "corsi di programmazione": perche' con questo si intendono a quanto ho potuto capire corsi di linguaggi (Fortran o C ad esempio) o banalita' sui sistemi operativi. La mia esperienza e' che gli studenti non hanno bisogno di questo ma di modi di utilizzare i calcolatori e questo lo si apprende (nel nostro corso di Laurea) dai corsi di Fisica: credo che non esista corso di Fisica in cui non appaiano problemi che necessitano dell'ausilio di un uso intelligente di mezzi moderni di calcolo. Personalmente sono affascinato dalle possibilita' che i moderni calcolatori offrono a chi voglia entrare un po' nei dettagli tecnici su temi contemporanei o anche classici. Negli anni 80 trovai assai stimolante usare un calcolatore per riprodurre i calcoli di Gauss sulla sua (ri)scoperta teorica di Cerere: credo che oltre a sviluppare il dovuto senso di rispetto e meraviglia verso i maestri del passato esercitazioni del genere siano oltremodo formative (per l'entusiasmo misi il tutto nella seconda edizione del mio vecchio libro di Meccanica). Fare corsi elementari di calcolatori, nel senso che alcuni dei nostri colleghi vorrebbero, a me suona come dare lezioni di calcio a un ragazzo che frequenta il campo sportivo della parrocchia. Gli studenti devono avere a disposizione calcolatori (che anche non costano molto; dotare ogni studente di Fisica di un buon PC sarebbe una spesa di qualche centinaio di milioni piu' altrettanto per organizzare la sala): ma devono arrangiarsi da soli ad apprenderne l'uso. Ovviamente questo non significa che non si debbano dare consigli (da piccolo mi spiegavano sempre che dovevo calciare il pallone in modo che andasse nella porta avversaria) o aiutarli: ma un corso no, e' tempo perso ed e' anzi diseducativo. Penso che anche tu per corsi elementari intenda qualcosa di diverso da quelli che ora sono corsi elementari. Ad esempio un corso sulla struttura di un sistema operativo sarebbe interessante: ma credo che non sia da offrire come corso a Fisica. Invece un corso su come scrivere relazioni (o come ora si dice "presentazioni elaborate elettronicamente") non solo e' ridicolo ma e' dequalificante e si dovrebbe fare ogni sforzo per interpretare la legge dissennata che lo prescrive in modo diverso. Agli sudenti si deve richiedere la capacita' di uso delle macchine allo stesso modo in cui si richiede capacita' di leggere e scrivere. >E) Sono sempre piu' d'accordo con te sulla riforma, ma mi piacerebbe >sapere cosa fare, in concreto, per contrastarla. sono contento: siamo pero' una minoranza. Visto che e' una legge il meglio che si puo' fare e' interpretarla. Essendo stata fatta da incompetenti ci sono ampi margini. Pero' da quel che vedo la commissione del nostro dipartimento sembra invece volerne sfruttare il potenziale distruttivo prendendola alla lettera. A presto: Giovanni @@@@ From: "G. V. Pallottino" To: "Giovanni Gallavotti" Subject: Re: Date: Tue, 15 May 2001 14:51:12 +0200 Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1" X-Priority: 3 X-MSMail-Priority: Normal X-MimeOLE: Produced By Microsoft MimeOLE V5.50.4133.2400 Caro Giovanni, ti ringrazio dell'attenzione ai punti che ho sollevato e della tua dettagliata risposta. Che vorrei commentare in quanto segue A) godi: sembra che l'irresponsabile sia stato trombato, e va controllata la voce secondo cui sarebbe passato a ordinario assai di recente > qualuquismo, caro a ministri irresponsabili che hanno voluto gettare > fango sulla docenza universitaria senza assumersi le responsabilita' > delle loro azioni, e hanno insultato quanti di noi svolgono con > impegno e dignita' il loro compito di ricercatori e docenti. B) Non intendevo considerare l'originalita' degli argomenti, ma eventuali iniziative che facilitassero la trasmissione del sapere e il suo consolidamento nei crani dei recipienti > 1) Non ho attuato alcuna iniziativa innovativa perche' i miei corsi di > secondo biennio sono sempre originali e quindi nuovi. C) Purtroppo ignoro totalmente "quanto" tu e i tuoi allievi abbiate scelto di interagire e in tale ignoranza, cosi', sono destinato a permanere > 3) Penso di aver interagito con gli studenti secondo quanto loro hanno > ritenuto opportuno (il che e' compatibile anche con quanto io stesso ho > ritenuto opportuno). D) Ritengo vergognoso che gli studenti NON abbiano calcolatori a loro disposizione; spero che le aule informatiche che, forse, saranno allestite per i laboratori di informatica possano essere aperte, in certe ore almeno, a tutti gli allievi. Il problema l'ho sollevato gia' una decina di anni fa Ma non disprezzare l'idea di corsi elementari: io trovo che molti studenti del quarto anno non hanno alcuna familiarita' con le macchine. > 5) nessun ricorso a particolari strumenti didattici. Parti del corso > richiedevano uso di un calcolatore, che non e' un'innovazione ne' un > particolare strumento didattico, da parte degli studenti e solo uno di > loro ha cercato di impegnarsi. Tuttavia e' uno strumento di cui si > sente la mancanza e sarebbe utile avere piu' calcolatori a > disposizione degli studenti (dico calcolatori e non corsi elementari > di 50 ore sul loro uso). E) Sono sempre piu' d'accordo con te sulla riforma, ma mi piacerebbe sapere cosa fare, in concreto, per contrastarla. Ma sono sempre meno d'accordo quando dici che sei totalmente indisponibile a collaborare alla sua attuazione. Puo' darsi che ho capito male, ma dovrai pur tenere qualche corso nel quadro dei futuri, e incombenti, ordinamenti! E sara' bene che il carico si suddivida fra tutti, dando corsi sia per la laurea di primo che di secondo livello. Questo e' quanto avviene in molti altri Paesi. Senza coartare nessuno, beninteso, ma chiedendo a tutti un contributo, che in parte e' di "servizio". Non credo poi sia vero che manchino sedi per tenere corsi di alto livello: il quarto anno attuale si mappa nel quarto e nel quinto futuro. E del resto, da qualche tempo anche nel nostro ordimanento e' stato introdotto un corso di studi piu' avanzato, una sorta di "graduate school" a cui e' stato dato il nome di Dottorato. > Colgo l'occasione per ripetere che considero la riforma incombente un > disastro culturale di proporzioni impensabili anche solo qualche anno > fa: non tanto per la riduzione dell'Universita' ad una scuoletta ma > per la totale assenza di istituzione di luoghi ove un vero > insegnamento di alto livello possa essere impartito insieme con la > corrispondente ricerca. E ribadisco la mia assoluta indisponibilita' a > collaborare alla sua attuazione, nei limiti consentiti dalla legge e > nella flessibilita' delle sue interpretazioni. Riterro' qualunque > tentivo delle autorita' accademiche di impormi una didattica e/o > ricerca diversa da quella che considero propria una violazione della > liberta' di insegnamento e di ricerca che viene (o veniva) > riconosciuta ai docenti universitari (e a chi altro se no?): e spero > di avere in questo aiuto da parte della Presidenza ccl e della > Facolta'. > cari saluti gvp