
% Cari colleghi,
% 
% invio questo breve documento (Plain Tex: ma leggibile comunque)
% in appoggio all'iniziativa del Prof. Antonio Di Carlo, che ha riproposto una
% discussione sul tema della didattica che ci riguarda tutti (fisici teorici e
% ingegneri), direttamente o no. Spero che iniziative
% simili siano promosse in tutte le universita' e che i risultati vengano.
% confrontati.
%
% Cordiali saluti: Giovanni Gallavotti
% PS: lettera inviata al mio indirizzario. Per non ricevere piu' lettere
% simili per favore rispondetemi con un messaggio VUOTO.

\magnification=1000\hsize=13cm\vsize=21cm\parindent=0mm
\parskip=3mm\def\*{\vskip3mm}\def\\{\hfill\break}
%\language=4
\*
{\bf Nota in margine alla tavola rotonda tenutasi alla Universit\'a di
Roma3 sull'insegnamento della Fisica Matematica nelle facolt\'a di
ingegneria}
\*
{\it Giovanni Gallavotti}
\*\*

La tavola rotonda organizzata dal Prof. A. Di Carlo il 9/5/2000 ha
fornito un interessante quadro storico dell'insegnamento delle
discipline fisico--matematiche nei corsi di laurea in Ingegneria
a Roma e nei politecnici italiani. 

I relatori (nell'ordine A. Di Carlo, G. Ceradini, P. Podio,
N. Bellomo, M. Bersch) sono poi stati d'accordo nel sottolineare la
preoccupazione per la sostanziale assenza di rinnovamento dei
contenuti dei corsi dall'inizio del '900 ad oggi anche se l'analisi
\`e spesso stata deviata dall' attenzione 
verso la recente riforma che \`e in gergo chiamata ``3+2'' e di cui
inevitabilmente \`e ormai necessario tener conto sebbene sia stata
imposta da burocrati, senza alcuna consultazione di chi davvero lavora
nell' Universit\'a, ma.

Quello che mi ha colpito \`e stata la mancanza di consapevolezza dei
relatori, come del pubblico che \`e intervenuto, del fatto che
l'arretratezza dei contenuti dei corsi di Meccanica (di ogni livello)
non \`e dovuta ad una arretratezza della ricerca in Fisica Matematica
in Italia. Quello di cui non ci si rende conto \`e che l'insegnamento
della Meccanica ad Ingegneria \`e arretrato perch\'e i docenti di
questa facolt\'a da tempo ormai sono arroccati su posizioni
ultraconservatrici e di chiusura culturale totale verso quanto di
nuovo avviene non solo all' estero ma in Italia stessa nelle facolt\'a
di Scienze. La politica delle assunzioni, delle scelte nella ricerca
(spesso fittizia dietro progetti magniloquenti e purtroppo anche
lautamente finanziati), nei piani didattici, nei convegni scientifici
\`e una politica diretta all'autoprotezione da quanto possa
contestare lo {\it status quo}. I giovani sono indirizzati allo stesso
modo e continueranno nella stessa direzione che a volte porta
addirittura ad esplicite dichiarazioni di ``diritto di controllo'' di
posti e {\it curricula} da parte di individui che sono manifestamente
non qualificati per farlo.

Ci sono pochissime eccezioni, qui menziono solo Ingegneria a Padova ma
potrei aggiungere solo pochissimi altri esempi.

Questo pone la Fisica Matematica di Ingegneria in una posizione di
estrema debolezza: diventa una facile ``preda'' da parte di colleghi
che ne attaccano l'inutilit\'a e l'arretratezza: ad esempio io stesso
venni una volta convocato da un collega di Roma2 che mi spieg\'o
(doveva giustificare il suo appoggio alla copertura di una cattedra di
Meccanica Razionale contro il parere del mio dipartimento) che era
importante per le applicazioni la conoscenza ``sia delle lagrangiane
che delle hamiltoniane''! aveva sul tavolo il mio libro di Meccanica
(voleva mostrare apertura culturale) ma evidentemente non lo aveva mai
aperto. 

Si assiste cos\'\i\ al tentativo di eliminare i corsi di Meccanica da
molti {\it curricula}: e l'attacco ha forti probabilit\'a di riuscire
(fruttando nuovi posti ad altre discipline) perch\'e \`e spesso fatto
in buona fede (corroborata dalla forza dell'ignoranza) e quindi
portato avanti con determinazione e certezza di essere nel giusto.

A fronte di tutto questo non sono emerse proposte degne di
nota. Ricordo solo quella, di uno dei relatori, di modernizzare gli
insegnamenti introducendo (presumo nei corsi superiori) lo studio dei
fenomeni ``super'' (specificando di intendere superfluidit\'a,
superconduttivit\'a ecc.). Certo un'intenzione lodevole, ma certo
anche velleitaria perch\'e non mi risulta che in Italia si perseguano
studi Fisico--Matematici sul tema se si fa eccezione del gruppo di
ricerca che, in senso lato, fa capo al sottoscritto (incluso) e che si
compone di poche unit\'a che operano solo nelle tre universit\'a di
Roma (attualmente con fulcro a Roma2).

Ho gi\'a avuto occasione di dire e ripetere che a mio parere la
Meccanica Classica non solo non \`e storia del passato ma \`e assai
viva ed attuale. Con tutta la considerazione per la Meccanica Quantica
e i fenomeni macroscopici cui da luogo (i fenomeni ``super'' nel
linguaggio colorito del relatore) non \`e il caso di pensare ad essa
nei corsi di Meccanica, almeno non in quelli elementari. Come non \`e
il caso di introdurre la geometria non euclidea perch\'e l'euclidea
\`e ormai sorpassata.

La ricerca e la tecnologia moderne forniscono ampie, e inimmaginabili
fino a pochi anni orsono, possibilit\'a di insegnamento nuovo ed
efficace della Meccanica Classica.

1) l' analisi qualitativa dei moti pu\'o essere svolta in modo
semplice ma senza compromessi insegnando al tempo stesso come possa
essere applicata concretamente per impostare programmi di calcolo e
algoritmi di soluzione che si riveleranno utili nei corsi successivi e
nel lavoro quotidiano dopo la laurea. Penso qui ai moti di
oscillatori, a meccanismi di autoreazione e controllo, alle nozioni
basi del calcolo delle probabilit\'a.

2) i sistemi integrabili possono essere studiati avendo in mente la
teoria delle perturbazioni e le applicazioni pi\'u diverse: ad esempio
a partire da qualche semplice problema di meccanica celeste (quale la
determinazione dell' orbita di un asteroide o la precessione dell'asse
di un'orbita, di Mercurio ad esempio o della Luna) ai problemi della
dinamica in astronautica (ricerca delle orbite ``pi\'u convenienti''
rispetto al tempo di percorso, o consumo di energia, o ...). Per
tranquillizzare il collega di Roma2 preoccupato per il destino delle
Hamiltoniane questo \`e un ottimo e moderno modo di introdurre la
Meccanica Analitica mettendone in luce l'utilit\'a (e non
presentandola come una sterile curiosit\'a, come d'abitudine in
Italia)

3) i sistemi caotici si incontrano inevitabilmente se si va un po' a
fondo sui temi in 2). Il loro studio \`e di attualit\'a e di solito
accende l'interesse anche degli studenti meno attenti. Pu\'o essere
indirizzato verso fenomeni meccanici in senso stretto (moti celesti,
moti rigidi, stabilit\'a di meccanismi semplici) ovvero verso fenomeni
di fluidodinamica. \`E evidente che questo \`e un tema che non
dovrebbe essere lasciato da parte e se ne dovrebbe prevedere
l'inclusione sistematica nei corsi della Fisica Matematica.

4) la Meccanica Statistica anche \`e un argomento cui la Fisica
Matematica ha molto contribuito in tempi recenti e che, specie con la
teoria delle transizioni di fase e fenomeni di coesistenza, fornisce
un fertile terreno per illustrare i metodi fondamentali della
statistica e dell' analisi probabilistica oltre che della Struttura
della Materia. \`E inoltre indispensabile strumento per lo studio dei
fenomeni ``super'' summenzionati, quando i docenti saranno reperibili,
anche fra i Fisici Matematici al di fuori di Roma, per una loro
introduzione sistematica in corsi specialistici.

Gli argomenti e temi ora elencati forniscono materia per un corso
elementare (la Meccanica Razionale) e per un corso successivo
(operando anno per anno qualche ``dolorosa'' scelta) nel presente
ordinamento.

Ovviamente si pu\'o adattare qualcosa al ``3+2'': personalmente
ritengo che sia necessario chiarire agli studenti che continuare a
``giocare'' in attesa di iniziare davvero a studiare li taglia fuori
dal lavoro di ricerca o anche di attivit\'a professionale creativa. E
si dovrebbe quindi offrire a chi invece vuole andare in questa direzione
studi di buon livello fin dalla giovane et\'a: non \`e la stessa cosa
iniziare a 20 anni o a 17/18. Gli anni pi\'u fertili per l'
apprendimento sono i primi.

Questo potrebbe essere fatto salvando almeno alcune delle principali
universit\'a dalla loro degradazione a corsi di recupero per gli
insegnamenti non impartiti nelle scuole superiori, trasformandole in
``grandi scuole'' o ``scuole di eccellenza'': questo fra l'altro
sancirebbe la diversit\'a fra Universit\'a. Diversit\'a che \`e tale
di fatto e che eviterebbe la distruzione definitiva (gi\'a in stato
avanzato) di biblioteche e attrezzature didattiche preziose anche dal
punto di vista storico.

\`E stupefacente che i ministri che ritengono che i professori
universitari non lavorino (con irresponsabile oltre che ingiusta
leggerezza e generalit\'a) non si rendano conto che una societ\'a ha
assoluta necessit\'a di persone capaci di intendere, comprendere, le
novit\'a della Scienza e Tecnologia in modo sostanziale e creativo:
diversamente si condanna l'Italia ad un ruolo subalterno agli altri
paesi terreno di conquista e vendita di prodotti e macchine (spesso di
concezione sorpassata) e in grado di offrire solo pizze e spaghetti a
turisti attratti dal patrimonio artistico che presto non li attrarr\'a
pi\'u visto il suo rapido degrado (come ci si rende conto andando al
Foro Romano dove il populistico ingresso gratuito, accompagnato dalla
assenza di custodi, fa si che a volte non si possa neppure capire se
alcune ``rovine'' ci siano ancora o siano solo celate dalle persone
che ci siedono sopra fra bambini che gioiosamente scalano pietre e
manufatti antichissimi sotto lo sguardo compiaciuto di mamma e
pap\'a).

E trovo irresponsabile che ministri e ``saggi'' giustifichino la loro
azione (autocratica e in dispregio di quanti lavorano nelle
Universit\'a) dicendo che ci si adegua ai paesi avanzati (UE e USA):
questo e' falso e va detto chiaramente. In Francia ad esempio
l'universit\'a ha effettivamente un livello pi\'u basso che in Italia:
ma si dimentica che in Francia i dirigenti dell'Industria come dello
Stato non provengono dall'Universit\'a ma dalle ``grandi scuole'' che
in Italia {\it non esistono}, se intese nello stesso senso. Certo che
i ministri degli altri stati firmano facilmente gli accordi sull'
uniformit\'a dell'insegnamento in Europa. Cos\'\i\ le loro industrie
non dovranno temere concorrenza da parte italiana.

Giovanni Gallavotti\\
Meccanica Superiore\\
Universit\'a La Sapienza\\
Roma

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Pagina Internet (contiene anche altri scritti su temi connessi):\\
{\tt http://ipparco.roma1.infn.it}

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