Risposta ala lettera del Presidente CCL in Fisica della Sapienza, (allegata in copia), 8 Luglio 1999

Cara Matilde:

va bene: rispondo solo alla ultima lettera che e' l'unica che capisco.

> Non ti capisco proprio. Visto che mi accusi di averti offeso, ti pregherei
> di riflettere sul giudizio negativo, nemmeno tanto implicito, che tu
> esprimi sia sulla mia attivit=E0 di ricerca (in ambito didattico) che sulla
> mia attivit=E0 didattica.

Della tua attivita' di ricerca in ambito didattico io non ho proprio parlato!

Intendevo dire che tu prima mi chiedi un parere e poi, quando lo do, mi dici che non sono competente. Allora e' mio diritto dire che ho competenza come te e "forse piu'": per il solo fatto che sono piu' anziano. Ho fatto il mio primo corso di Fisica 1 per ingegneri nel 1964 a Firenze (per la cronaca credo di essere stato il primo in Italia a sperimentare i corsi serali che feci su base assolutamente volontaria nel 1965 in parasllelo al corso ufficiale).

E' cosi' che si misura la competenza per la didattica: ovvero sono cambiati anche questi criteri nella "nuova visione"? Quindi non mi puoi dire che il mio parere non ha valore: e' offensivo. Su di te non ho espresso alcun giudizio altro che questo: hai una posizione di autorita' e quindi (a mio avviso) sei tenuta a non tacciare di incompetenza chi ha opinioni diverse da fantomatiche commissioni (che poi ho scoperto che alcuni interpretano essere quella da te presieduta! per cui mi dici che ho torto solo perche' tu e pochi altri colleghi di questa commissione locale non siete daccordo!).

> ma ti pregherei vivamente di sospendere il tuo invio di messaggi
> ripetitivi

io rispondo a lettere che ricevo da te! sono quelle che sono ripetitive in quanto continuano a riproporre richieste cui ho gia' risposto.

> Io, che dedico parte della mia attivit=E0 didattica ad occuparmi degli
> studenti meno brillanti ch= e faticano a trovare docenti disponibili a
> dar loro tesi, credo di conoscere alcune delle pecche della nostra
> didattica e vedo, nella proposta di riorganizzazione dei corsi, uno
> stimolo ad un cambiamento per una Universit=E0 migliore.

anche io dedico gran parte della mia attivita' agli studenti. Come ho gia' scritto (ripetitivamente, e' vero, come del resto anche tu ti ripeti su questo tema invece che intavolare una discusssione) il punto e' a cosa serva l'universita'.

Io penso che debba essere una istituzione in cui si forniscano gli strumenti per una ricerca avanzata e approfondita. E' necessario che gli studenti "meno brillanti" ossia a cui interessa poco capire, o perche' a 18 anni se non si e' "brillanti" puo' voler dire che non interessa quel che si fa, o perche' non si hanno le basi (a causa del disastro della scuola) o perche' si deve lavorare per motivi economici o perche' i giovani badano ad ottenere un posto di lavoro, subito, facile e remunerativo o semplicemente perche' hanno altri interessi. Ma cosa c'entri l'Universita' con questo mi sfugge.

Penso che lo stato debba fornire a queste esigenze una risposta (se no che fa?). Ma l'Universita' non e' il luogo in grado di fornirla a meno di non cambiare completamente trasformandosi in un istituto di educazione superiore che sopperisca alle mancanze della istruzione secondaria. Quello che mi preoccupa, e cui non ho ricevuto risposta, alcuna e' dove verranno formati quelli che in futuro "penseranno": tali persone sono necessarie per motivi che a me paiono evidenti. Non ci puo' essere progresso tecnologico, ad esempio, senza una buona scuola di base.

I nuovi moduli sono la negazione di una scuola di base: sono piuttosto una imitazione dei college americani che appunto sono una scuola secondaria superiore per una societa' opulenta, fortemente selettiva e che ha necessita' di molti tecnici di buon livello. Trovo che sia un inganno il non dire esplicitamente che questa e' la funzione dei Colleges e che invece gli studi superiori invece sono organizzati in modo diverso. Come del resto in Francia: li l'accesso all'istruzione e' ben differenziato e i primi a saperlo sono gli stessi studenti. Quelli fra loro che non vogliono cimentarsi con i severi concorsi d'ingresso alle grandi scuole vanno all' Universita', consci che questa e' una "seconda scelta" e che dovranno lavorare di piu' in seguito qualora vogliano dedicarsi a studi piu' approfonditi sopportando una penalizzazinoe che di fatto e' insormantabile salvo pochissimi esempi contrari.

Ora mi pare di capire che si voglia dare all'Universita' il carattere che ha, ad esempio, in Francia (siamo in Europa, secondo il populismo vigente). Ma dove finisce allora l'insegnamento finalizzato alla formazione di quadri pensanti in modo originale? In Italia questa e' sempre stata la funzione dell'Universita'. Ora chi la prendera'? Che diritto hanno quelli che si lanciano in "esperimenti didattici" (penso al ministro che ritiene che noi non lavoriamo) di distruggere quel poco che ci resta dopo anni di leggi dissennate? e senza proporre soluzioni alternative? Trovo questo un populismo di natura elettorale che calpesta (nei migliori casi involontariamente) gli interessi del paese in nome di un progresso sbandierato ma illusorio.

Non ho nulla in contrario a creare una istituzione culturale (che si puo' anche chiamare Universita' per illudere "le masse" con un nome prestigioso) ma e' assolutamente necessario che venga istituito simultaneamente un istituto in cui quanti vogliano accedere al pensiero umanistico e/o tecnologico e scientifico possano riferirsi. Quanto proponi tu e la commissione di esperti che presiedi, e che mi giudica incompetente a criticarne le scelte, a me pare un colpo di mano di una frazione anche consistente di persone e colleghi che vogliono imporre la loro definizione di scuola a quanti invece alla scuola hanno dedicato l'intera vita, intendendola nel senso (e alle condizioni) che aveva al momento in cui hanno deciso di entrarvi.

> difficolta' a trovare docenti disponibili a dar loro tesi

certo: non e' ne' interessante ne' importante dare tesi a studenti che
non sono preparati a svolgerle.

> Mi auguro che tu riconosca il mio diritto ad una mia
> libert=E0 di insegnamento rivolta al cambiamento.

qui quello che non viene riconosciuto e' il mio diritto a dissentire da scelte che considero gravemente deleterie degli interessi nazionali e delle nuove generazioni. Se parlo sono giudicato incompetente!

Ripeto (visto che lo dici) che invece io non sono disponibile al nuovo programma di studi, che e' affrettato perche' privo di alternative. Neppure per corsi avanzati. E' assurdo iniziare un corso avanzato all'eta' di 21 anni. A dispetto del credo di commissioni di esperti e' del tutto diverso apprendere a 16 o a 21 anni. La liberta' di insegnamento e' proprio quella di insegnare quanto e' in pericolo di essere gettato nell'oblio per proteggere la liberta' di pensiero (e quindi di vita) di tutti (e in primo luogo di se stessi). E' dal Medio Evo che questa e' la funzione dell'Universita' e non e' la prima volta che viene messa in questione: non cito altri esempi perche' sono ben noti anche perche' di solito sono risultati sempre vincitori con gravissime conseguenze.

Intendo insegnare invece a studenti dei primi anni. E intendo insegnare precisamente quanto voi della commissione ritenete inutile. Non un corso avanzato: quindi non sono disponibile a quanto tu mi chiedi neppure nella nuova interpretazione che gli dai. Se ricevero' ulteriori richeste in tal senso rispondero' "ripetitivamente".

Infine: le mie sono risposte a lettere circolari. Questa tua ultima non e' tale e allego la tua in copia. Ho messo sul mio sito internet la corrispondenza: se c'e' qualcosa che tu vorresti che aggiungessi lo faro' volentieri; cfr http://ipparco.roma1.infn.it

A presto: Giovanni Gallavotti

------------ Copia della lettera di cui quanto sopra costituisce risposta

> X-Sender: maiolo@ax0rm1.roma1.infn.it
> Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
> Date: Thu, 8 Jul 1999 12:40:52 +0200
> To: giovanni@ipparco.roma1.infn.it
> From: patrizia maiolo

> Caro Giovanni,

> Colgo nel tuo ultimo messaggio un rimprovero per non aver risposto
> al precedente.

> Il motivo della mancata risposta era nella constatazione della
> totale mancanza di comunicazione tra noi. Tale mancanza di comunicazione =E8
> ulteriormente confermata nel messaggio del 1=B0 luglio: io non ho mai
> dichiarato di confrontare la tua opinione con quella di "commissioni" ma ti
> avevo prospettato l'esistenza di una comunit=E0 di ricerca cui riferirsi per
> i problemi di apprendimento.

> Raccolgo comunque l'invito a rispondere ma ti prospetter=F2 alcuni
> diversi tipi di risposta (augurandomi che tu voglia stare al gioco
> apprezzando il mio sforzo di fantasia).

> 1 - Risposta razionale di un Presidente di CCL che d=E0 per scontata la
> carenza di comunicazione:

> Caro Professor Gallavotti,
> Interpreto la sua risposta alla richiesta di disponibilit=E0 a ricoprire
> corsi/moduli nella futura organizzazione didattica dei corsi universitari
> su vari livelli come una indicazione di disponibilit=E0 a ricoprire corsi
> avanzati per studenti indirizzati alla professione di ricercatore nei corsi
> di studio di 1=B0 e di 2=B0 livello nell'ambito della Meccanica Razionale e
> Meccanica Superiore.
> La ringrazio dell'attenzione. Cordiali saluti, Matilde Vicentini

> 2 - Risposta razionale con una speranza di comunicazione:
> Caro Giovanni,

> Riconoscendo il tuo diritto ad essere contrario alla proposta di
> riorganizzazione dei corsi universitari, interpreto la tua risposta come
> una disponibilit=E0 a ricoprire corsi avanzati per studenti indirizzati alla
> carriera di ricercatore nel primo e secondo livello di studio. Tuttavia
> ritengo utile proporre alla tua riflessione i seguenti punti:

> i - Come tu ben sai, nelle nostre Universit=E0 si diventa docenti senza
> alcuna valutazione della attivit=E0 didattica svolta. Qualsiasi docente =E8
> libero di produrre affermazioni sulla quantit=E0 e qualit=E0 della didattica=
> da
> lui svolta. E' tuttavia un giudizio molto personale e soggettivo che non
> permette il confronto con la quantit=E0 e qualit=E0 del lavoro didattico svo= > lto
> dagli altri docenti.

> ii - Mi =E8 ben chiaro che i docenti universitari non ritengano di doversi
> documentare e acquisire competenze in materia di ricerca didattica. In
> realt=E0 essi non riconoscono che si possa fare ricerca in ambito didattico.
> Ci=F2 non toglie che tale ricerca esista e che abbia prodotto modelli di
> apprendimento corroborati da dati empirici sugli "errori" degli studenti.
> Sono sicura (anche per aver assistito ad alcuni tuoi interventi didattici)
> della tua grande capacit=E0 espositiva e del tuo impegno didattico. Non
> conosco tuttavia i tuoi eventuali contributi in materia di ricerca in
> didattica da confrontare con quanto elaborato dalla comunit=E0 di ricerca (e > non da una fantomatica Commissione!)/

> iii - Per come =E8 attualmente organizzata l'Universit=E0 il sapere =E8
> attualmente affare dei pochi privilegiati che sopravvivono alla selezione.
> Il tentare di allargare la fascia dei beneficiari di detto sapere anche a
> coloro che si inseriranno nella societ=E0 non in qualit=E0 di
> ricercatori-scienziati mi sembra un punto molto importante. Ed =E8 tempo che
> l'Universit=E0 rifletta sul suo modo di educare i giovani al sapere. Sono
> personalmente interessata a contribuire a tale riflessione e ritengo una
> perdita di tempo ed energie continuare a dibattere sulla falsariga delle
> tue obbiezioni di principio.

> iv - La tua libert=E0 di insegnamento =E8, da un lato, pi=F9 ampia di quanto=
> tu
> non pensi e, da un altro lato, pi=F9 ristretta. Pi=F9 ampia: se il nostro
> lavoro per una ristrutturazione del corso di laurea non ti convince, niente
> vieta a te e a coloro che la pensano come te di elaborare un progetto di un
> Corso di laurea autonomo finalizzato alla formazione dei ricercatori
> nell'ambito della Fisica Matematica (o della Meccanica avanzata, o .....).
> Pi=F9 ristretta: quando i nuovi corsi saranno istituiti ciascuno potr=E0
> scegliere dove svolgere il proprio impegno didattico ma dovr=E0 accettare i
> vincoli imposti dalla organizzazione del corso di laurea scelto. Saluti,

> Matilde Vicentini

> 3 - Risposta un po' emotiva (a messaggi molto emotivi) di una persona che
> si =E8 stancata di un dialogo del tutto sterile.

> Caro Giovanni,

> Non ti capisco proprio. Visto che mi accusi di averti offeso, ti pregherei
> di riflettere sul giudizio negativo, nemmeno tanto implicito, che tu
> esprimi sia sulla mia attivit=E0 di ricerca (in ambito didattico) che sulla
> mia attivit=E0 didattica.

> Personalmente non ho intenzione di perdere tempo ad offendermi ma ti
> pregherei vivamente di sospendere il tuo invio di messaggi ripetitivi. Ho
> capito che tu sei contrario a qualsiasi cambiamento perch=E9 sei convinto ch=
> e
> viviamo nella migliore delle Universit=E0 del mondo. Io, che dedico parte
> della mia attivit=E0 didattica ad occuparmi degli studenti meno brillanti ch=
> e
> faticano a trovare docenti disponibili a dar loro tesi, credo di conoscere
> alcune delle pecche della nostra didattica e vedo, nella proposta di
> riorganizzazione dei corsi, uno stimolo ad un cambiamento per una
> Universit=E0 migliore.
> La tua libert=E0 di insegnamento sar=E0 salvaguardata dalla possibilit=E0 di=
> dare
> corsi avanzati. Mi auguro che tu riconosca il mio diritto ad una mia
> libert=E0 di insegnamento rivolta al cambiamento.
> Gradirei che, quando invii risposte "circolari" (anche se non ne capisco il
> motivo) alle mie lettere "personali" sia riportato il testo della mia
> lettera.

> Con l'augurio di una migliore comunicazione.

> Saluti, Matilde

> Matilde Vicentini
> Laboratorio di Didattica delle Scienze
> Dipartimento di Fisica "E.Fermi"
> Universit=E0 "La Sapienza"
> P.le A. Moro, 2 - 00185 ROMA (ITALY)
> Tel.: 0039 06 49913456 op.: 0039 06 49913453
> =46ax: 0039 06 4463158
> e-mail: Patrizia.Maiolo@roma1.infn.it
> Matilde.Vicentini@roma1.infn.it