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Caro Gianfausto

grazie per la lettera. Ho letto la lettera di Scoppola ma non la firmero' (se richiesto) perche' non sono daccordo a dare per scontato l'affossamento definitivo dell'Universita' che e' dietro il progetto cui cerca di contribuire. 

Non posso accettare che mentre tento di capire perche' si vuol distruggere quel poco (davvero poco) che resta mi venga detto che non sono competente per esprimere opinioni (e' quanto capisco da quel che mi ha scritto il presidente del ccl, vedi la lettera sulla mia stazione internet http://ipparco.roma1.infn.it). Ho quasi sicuramente svolto piu' didattica di molti altri (e forse anche del presidente del ccl di Fisica) e inoltre lo ho fatto tentando innovazioni che sono riconosciute da molti anche fuori di Roma e sono testimoniate anche da pubblicazioni didattiche e divulgative. 

In questo clima non vedo bene come difendere la Meccanica altro che esprimendo dissenso e cercando di impedire che il disastro prosegua. 

Allora mi pare proprio che si debba ricorrere alla "liberta' di insegnamento": qui si vuole sopprimere la capacita' delle nuove generazioni ad avere una preparazione umanistica o scientifica che abbia la possibilita' di generare idee originali e innovazioni tecniche. Io ho gia' dichiarato che mi appellero' alla liberta' di insegnamento e insegnero' quello che ritengo utile. La risposta e' stata pronta e cioe' in sostanza che io fraintendo la liberta' di insegnamento perche' l'insegnamento e' un dovere ecc. ecc. e deve essere utile, ecc. ecc.: ma io appunto sostengo che l'insegnamento come e' inteso dai burocrati e' una sine cura noiosa per chi insegna (almeno per ora e fino a quando le nuove generazioni non saranno al nostro posto e allora sara' forse difficile anche insegnare quanto ci vorrebbero imporre) e inutile. E la azione che seguira' sara' quella di dire che non ci sono aule per tali corsi (mentre ci saranno in abbondanza per i corsi di calcolatore): e allora si vedra' cosa fare. 

Si confonde il vecchio istituto tecnico con l'universita'. Ho sempre detto che se si deve fare un istituto tecnico piu' efficiente va benissimo: ma va fatto fuori dell' Universita'. In Italia l'universita' ha una funzione ben diversa rispetto a quella che ha in Francia: dove l'universita' e' appunto una continuazione della scuola secondaria. Tutti sanno (salvo i nostri burocrati che forse fanno solo finta di non saperlo) che in Francia l'universita' si identifica con le grandi scuole ed e' con esse che i laureati italiani si confrontavano fino a tempi recenti. 

Ora e' ovvio che i nostri incapaci governanti non sono in grado di creare in tempi brevi (ne' lunghi come mostrano le tristi esperienze di Tor Vergata e in minor misura Roma 3) nuove strutture che rimedino ai danni da loro stessi creati nella scuola secondaria (sempre per il bene della societa', ovviamente). E allora decidono di appropriarsi delle sole strutture che offrono poca resistenza, cioe' le nostre. E allora il Ministro dichiara che non lavoriamo (o forse siccome non si e' scusato con chi invece lavora, che io sappia, si riferiva a se stesso?) e ci si dice che dobbiamo essere socialmente utili. E poi la filosofia e' inutile, la meccanica (ma non l'aveva fatta Newton? secoli fa?) pure e cosi di seguito entrando in dettagli sempre peggiori. I colleghi piu' "illuminati" dicono che bisgna acconsentire perche' se no non avremo piu' fondi e la ricerca si fermera' per altre ragioni. 

Quest'ultimo argomento e' sorprendente: non mi risulta che cavalcare le tigri abbia mai portato qualcosa di buono ai cavalieri. E' un atteggiamento miope e preoccupante. Ma almeno e' sincero e mostra quante frottole ci siano dietro a chi dice che questa operazione e' necessaria per il bene della nazione e per adeguarsi al resto d'Europa (perche' siamo europei no?). In ogni caso questi colleghi sono convinti della profonda inutilita' della Meccanica, anche se e' chiaro che non hanno la piu' pallida idea di cosa sia. 

Firmare la lettera sarebbe per me come accettare che si stia davvero discutendo di qualcosa su cui contiamo e che in qualche misura riteniamo sensato. Ora Meccanica in 20 ore e' come eliminarla. Certo io stesso a volte ho fatto seminari di una o due ore in cui ho svolto tutto il contenuto del mio corso di Meccanica e piu': ma e' anche ovvio che il seminario non sarebbe stato adatto agli studenti del secondo anno. In particolare penso che in un corso si debbano svolgere bene alcuni dei punti salienti e passare varie ore eventualmente ripetendo/analizzando cose gia' fatte: e' per questo che sono necessarie tante ore. 

Inoltre la mia impressione e' che si voglia da noi un consenso che verra' utilizzato per imporci decisioni gia' prese altrove che limitano la meccanica a 20 ore e riservano vari moduli (ma perche' si chiamano moduli? corso non va piu' bene? e' l'evoluzione della lingua?) a cose insensate come ai linguaggi di calcolo (!!) o la fisica al calcolatore e amenita' del genere. Il fatto che mi si dia dell'incompetente perche' sono in disaccordo e' sintomatico. In ogni caso manca la discussione. 

A presto: Giovanni